“La piadina” osannata da Giovanni Pascoli e da Marino Moretti in poesia, decantata nelle canzoni di Raoul Casadei è da secoli una delle colonne portanti della cultura romagnola.
Molte sono le correnti di pensiero sia sull’origine che sulla forma di impasto autentica, di certo sappiamo che le prime tracce di piada le abbiamo già dagli antichi romani.
Descritto come un “pane azzimo” cotto su lastre arroventate fin dal 1200 a.C. viene preparato prima dagli etruschi e successivamente tramandato ai romani.
La sua diffusione si è ampliata nel corso del Medioevo prima e nel Rinascimento poi. Il suo nome deriva da un termine dell’Italia Settentrionale che lo ricollega al concetto di “vaso” o “piatto lungo”.
Nell’antica Roma sappiamo che la piadina era consumata negli ambienti più raffinati.
Tra i contadini si diffuse, invece, perchè era un cibo semplice ed economico.
Con certezza sappiamo che fin dall’antichità, l’antenata della nostra piadina romagnola, era consumata ripiena o come sostituto del pane, ma le modalità non ottimali di cottura la rendevano dura dopo poche ore, costringendo i commensali a consumarla nel minor tempo possibile.
Perché la piadina ebbe un ampia diffusione nel Medioevo?
Nel corso del Medioevo le tasse sul pane e le quote di grano versate ai signori furono la principale causa di diffusione della piadina, poichè era un’ottima alternativa al pane e perchè poteva impiegare cereali alternativi non tassati, come la piadina al farro.
La piadina oggi
Oggi la piadina è simbolo stesso della Romagna, si incontrano sia sulla costa che nell’entroterra numerosi chioschi dove la piadina è fatta a mano come una volta .
Da zona a zona si differenzia per spessore e ingredienti.
Non esiste una regola ufficiale di realizzazione, la preparazione è a discrezione del gusto personale.
Oggi la piadina è l’evoluzione e la ricerca hanno favorito la nascita di locali che combinano modernità e tradizione come la nostra Casina del Bosco.