Le origini della Piada dei Morti

Ok, siamo pronti!
Mettiamo un bel sottofondo stile Super Quark, la voce di Alberto Angela che legge, un paio di occhiali da sapientoni, una bella piadina da magnè e si parte per una nuova avventura, questa volta nell’antica storia della Rumagna.

Oggi ci siamo chiesti, ma qual è l’origine della piada dei morti?
Nel rispondere, abbiamo scoperto una nuova Romagna mai vista prima!
Ma partiamo per ordine.

Piada dei MortiLa Piada dei Morti: un dolce che attraversa i mondi
La “Piada dei Morti” o “Pida di Murt” è una tipica prelibatezza della cucina romagnola, caratterizzata dalla presenza di frutta secca come uvetta, pinoli, noci e mandorle. La dolcezza ed il mix di questi sapori crea un dolce di stagione molto ricercato, perfetto per essere presentato in tavola nelle tiepide giornate autunnali. La ricetta della Piada dei Morti, quindi, è davvero semplice.

Si prepara, solitamente, tra ottobre e novembre, mesi in cui si possono trovare in abbondanza i suoi ingredienti. La ricetta ormai la conosciamo, ma come è nata?

La Romagna Celtica

La nascita della Piada dei Morti non è da ricercare negli anni più recenti, né tanto meno nelle radici cristiane di questa terra. Bisogna ritornare a quando l’odierna Romagna era sotto dominazione celtica.

Scommetto che non te lo aspettavi!
E invece è proprio così, noi romagnoli ci teniamo alle tradizioni, soprattutto se si tratta di buon cibo! Tra le varie tribù celtiche scese a conquistare gran parte dell’Italia, c’era i Senoni comandato da Brenno (che significa “corvo”), i quali conquistarono la Romagna portando con sé usi e costumi che si sono amalgamati e sono giunti fino a nostri giorni.

MazapegulPùca e Mazapègul: i folletti dispettosi

La commemorazione dei defunti e Ognissanti (oggi l’1 e il 2 novembre) e la notte di Halloween (31 ottobre) sono collegate ad una festa pagana di origine celtica. Il giorno di Samhain (“la fine dell’estate”) cadeva durante la notte di Ognissanti e segna l’inizio della stagione più fredda. Era considerato il Capodanno celtico, data che segnava la fine di un tempo e l’inizio del nuovo.

In questo giorno importante per la popolazione dell’età precristiana, si festeggiava la fine del raccolto: In particolare si ringraziava per gli ultimi frutti della terra utili ad affrontare il freddo invernale in arrivo. Secondo la tradizione celtica la rimanenza degli ultimi raccolti veniva lasciata ai defunti e alle entità ultraterrene in visita al mondo dei vivi, ed ai Pùca, folletti dispettosi e malvagi.

Allo stesso modo, anche tra le popolazioni delle aree rurali romagnole era diffusa la credenza dell’esistenza di piccoli folletti domestici, i Mazapègul, anch’essi molto dispettosi, che facevano il loro ritorno soprattutto durante le ore di questa notte.
E no, i Mazapègul non sono i vicini di casa che ti tengono sveglio con l’aspirapolvere alle 7 del mattino, quella è un’altra storia!

L’accoglienza Romagnola non conosce limiti

Proprio in Romagna, durante la notte di Ognissanti, i defunti (benevoli o vendicativi) erano soliti tornare nelle proprie case o vagare per le città. Per questo motivo, le famiglie preparavano tavole imbandite, Piada dei morti e letti per poter far sentire a casa gli insoliti ospiti. Sempre accoglienti, i romagnoli! Dalla tradizionale ospitalità e dal timore di dispetti da parte dei defunti vaganti, nasce la Piada dei Morti, composta dalle leccornie di stagione.

Halloween in Romagna

Ma lo sapevate che in Romagna abbiamo iniziato a festeggiare Halloween già dal IV secolo a.C.?
Non solo si offrivano accoglienza per le anime in cerca di ospitalità, ma si intagliavano già le zucche (alimento facilmente reperibile in abbondanza nel periodo autunnale) per utilizzarle come “lumere” nel quale inserire candele con una funzione decorativa o di commemorazione per l’occasione. Insomma, ora potrete raccontare ai vostri amici e parenti una bella storia che forse in pochissimi conoscono e magari passare per lo sbùron della situazione! (ancora non sai chi è lo sbùron? Allora devi proprio seguirci su Instagram!)

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